Di solito, quando parlo con i genitori, mi presento come insegnante.
Oggi, invece, voglio partire dal ruolo che mi ha insegnato di più: sono una mamma di due ragazzi bilingui.
Ho vissuto in diversi Paesi europei prima di stabilirmi a Milano, e il bilinguismo dei miei figli è cresciuto insieme a loro, in modo naturale. Oggi sempre più famiglie parlano più lingue in casa, e lo considero un grande privilegio: una lingua in più è un tesoro, una prospettiva diversa da cui leggere e interpretare il mondo.
Quando ho deciso di dedicarmi all’insegnamento dell’inglese ai più piccoli, più di quindici anni fa, esisteva pochissima letteratura su come insegnare una seconda lingua ai bambini.
È stata un’esperienza pioneristica, affascinante, a cui mi sono dedicata con entusiasmo e passione.
La domanda ricorrente dei genitori, durante i colloqui, era sempre la stessa:
“Ma non rischiamo che imparare una seconda lingua ritardi l’italiano?”
Oggi questa domanda fa quasi sorridere.
Le scienze cognitive hanno risposto da tempo e la ricerca è molto chiara: l’esposizione precoce alle lingue è non solo sicura, ma può anche essere positiva.
Diversi studi mostrano, per esempio, che nei bambini bilingui possono svilupparsi — in alcuni contesti — abilità cognitive come maggiore attenzione selettiva, migliore flessibilità mentale e maggiore capacità di inibizione delle interferenze .
Ovviamente non tutti i bambini manifestano gli stessi effetti, e molti fattori possono influenzare i risultati, ma possiamo dire con serenità che l’esposizione a più lingue non crea problemi allo sviluppo linguistico: al contrario, arricchisce.
Oggi la domanda dei genitori è cambiata, ed è diventata molto più concreta:
“Cosa posso fare a casa per aiutare il mio bambino a imparare l’inglese?”
Ed è da qui che voglio partire, condividendo la mia esperienza per la fascia 0–6 anni.
PICCOLI TIPS: semplici, praticabili e sostenibili nel tempo
Ricordate tre parole chiave: coerenza, costanza, divertimento.
Create una routine realistica, breve ma regolare. La costanza premia molto più della perfezione.
Nella fascia del nido e della scuola dell’infanzia, il modo in cui l’adulto si pone è determinante.
I bambini imparano attraverso: gioco, movimento, imitazione ed emozione.
Per un bambino piccolo l’inglese non è un obiettivo: è un’esperienza.
Un suono nuovo, una voce diversa, un momento speciale passato insieme.
UN’IDEA SEMPLICE CHE FUNZIONA SEMPRE
Scegliete un personaggio: un pupazzo, una marionetta, un animaletto.
Ditegli che arriva da Londra e che parla solo inglese.
Da It’s Simple, ad esempio, la nostra mascotte Windy viene dall’Inghilterra.
Potete dire che il vostro pupazzo è un suo amico, venuto a trovarvi per qualche giorno.
Da quel momento:
– lo sedete a tavola con voi
– gli chiedete come sta
– gli offrite una mela o una fragola in inglese
– vi rivolgete a lui senza preoccuparvi di essere perfetti
Questo piccolo rituale:
– rende l’inglese naturale
– crea un legame emotivo
– dà significato alle parole nuove
– permette al bambino di usare l’inglese senza pressioni
– inserisce la lingua in un contesto che ha senso
È gioco, non prestazione.
✗ COSA NON FUNZIONA:
– “L’inglese è importante, devi impararlo.”
– “Come si dice fragola in inglese?”
✓ COSA FUNZIONA:
– “Vediamo cosa racconta Windy oggi! Dai, chiediamogli come sta!”
– “Giochiamo insieme a Windy: dobbiamo parlargli in inglese, altrimenti non capisce!”
I bambini hanno bisogno di contesto, non di interrogazioni.
COERENZA
Se avete detto che il personaggio parla solo inglese, mantenete la regola.
Se cedete anche una sola volta, il bambino capirà subito che si può parlare anche italiano, e il gioco perde la sua forza.
OGNI BAMBINO HA I SUOI TEMPI
C’è chi cammina prima, chi parla dopo.
Lo stesso vale per l’inglese.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando la lingua è una novità, i bambini attraversano un “silent period”: un periodo in cui ascoltano e memorizzano senza produrre parole.
È normale, naturale e sano.
Non forzateli a parlare.
Non chiedete “ripeti”.
Rispettate i loro tempi.
IN SINTESI:
– divertimento
– affetto
– coerenza
– costanza
– rispetto dei tempi
– esposizione naturale
L’apprendimento è un percorso che inizia ora, ma non finisce mai. Con serenità, pazienza e gioco, i risultati arrivano sempre.
Questo articolo fa parte di una serie dedicata all’inglese nei primi anni di vita
Nei prossimi post parleremo di routine quotidiane, libri, canzoni e di come accompagnare i bambini nel loro percorso linguistico con serenità e rispetto — evitando gli errori più comuni.
Da It’s Simple Language School lavoriamo ogni giorno con le famiglie seguendo principi semplici e fondamentali:
gioco, relazione, esposizione naturale e rispetto dei tempi di ogni bambino.
È lo stesso approccio che portiamo nei nostri corsi di inglese per bambini:
l’inglese cresce insieme a loro, senza pressioni.
Se questo tema ti interessa, continua a seguirci: il viaggio è appena iniziato 💛
It’s Simple Language School – l’inglese come relazione, non come prestazione.